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Ente italiano di unificazione delle materie plastiche - Federato all'UNI
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Norme

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Materie plastiche — Metodo di prova per la stima della distribuzione delle ramificazioni a catena corta dei copolimeri semicristallini di etilene 1-olefina — Calorimetria differenziale a scansione (DSC)

La norma specifica un metodo di prova per la stima della distribuzione delle ramificazioni a catena corta dei copolimeri semicristallini di etilene 1-olefina mediante successiva auto-nucleazione e ricottura (SSA) con calorimetria a scansione differenziale convenzionale, ad alte prestazioni e veloce. Il presente documento è applicabile alla stima della distribuzione delle ramificazioni a catena corta delle materie prime dei copolimeri di etilene 1-olefina semicristallini e dei suoi prodotti. Il calcolo quantitativo del contenuto di ramificazione a catena corta, del grado di cristallinità e della distribuzione delle ramificazioni a catena corta è applicabile ai copolimeri di etilene/1-butene, ai copolimeri di etilene/1-esene e ai copolimeri di etilene/1-ottene.

Materie plastiche — Determinazione del volume specifico in funzione della temperatura e della pressione, diagramma pvT — Metodo che utilizza un dispositivo a pistone

La norma descrive le procedure per determinare il volume specifico delle materie plastiche in funzione della temperatura e della pressione sia allo stato fuso che solido. La norma specifica specifica l'uso di una apparecchiatura a pistone in cui il campione di prova, contenuto in una cella di misura, viene pressurizzato tramite il pistone. Le misure possono essere effettuate in condizioni di pressione o temperatura costanti. Per l'acquisizione dei dati necessari alla progettazione del processo, si ritiene più utile il metodo di raffreddamento isobaro, vedere la norma ISO 17282. Il risultato di questa misurazione non può essere utilizzato direttamente per la simulazione dello stampaggio a iniezione. La norma è utilizzata per ottenere: — diagrammi pvT che rappresentano la relazione esistente tra pressione, volume specifico e temperatura per un dato materiale; — coefficienti di comprimibilità volumetrica e di dilatazione termica volumetrica; — informazioni sulla la transizione del primo ordine e la transizione vetrosa in funzione della temperatura e della pressione.

Materie plastiche — Polietilene (PE) — Determinazione del contenuto di comonomeri mediante spettrometria 13C-NMR in soluzione

La norma specifica due metodi per la determinazione del contenuto di co-monomeri nei prodotti di polietilene mediante spettrometria 13C-NMR allo stato di soluzione (spettrometria di risonanza magnetica nucleare): — Metodo A: metodo di disaccoppiamento inverso controllato; — Method B: metodo dei nuclei insensibili potenziati dal trasferimento di polarizzazione (INEP) La presente norma è applicabile ai copolimeri di etilene con un contenuto di altri monomeri olefinici di tipo 1 minore di una frazione in massa del 50%. La norma non è applicabile a omo-polimeri o ai copolimeri di etilene in cui l'etilene è polimerizzato con due o più co-monomeri di olefine di tipo 1.

Materie plastiche - Determinazione delle proprietà a trazione - Parte 2: Condizioni di prova per materie plastiche per stampaggio ed estrusione

La presente norma specifica le condizioni di prova per determinare le proprietà a trazione delle materie plastiche stampate e estruse, sulla base dei principi generali forniti nella UNI EN ISO 527-1. I metodi sono selettivamente adatti per l'uso con la seguente gamma di materiali nello spessore preferito, o, nel caso di provini lavorati da parti stampate, nello spessore dello stampato: - materiali termoplastici rigidi e semirigidi stampati, estrusi e colati, inclusi compound caricati e rinforzati con, ad esempio, fibre corte, barrette, piastre o granuli, ma escluse le fibre tessili (vedere UNI EN ISO ISO 527-4 e UNI EN ISO 527-5). Riferirsi per la definizione di "rigido" e "semirigido" alla UNI EN ISO 527-1:2019, Clausola 3. - materiali termoindurenti rigidi e semirigidi stampati e colati, inclusi compound caricati e rinforzati, ma esclusi le fibre tessili come rinforzo (vedere UNI EN ISO 527-4 e UNI EN ISO 527-5); - polimeri a cristalli liquidi termotropici. I metodi non possono normalmente essere applicati ai materiali cellulari rigidi o strutture sandwich contenenti materiale cellulare. Per materiali cellulari rigidi, vedere la ISO 1926. I metodi non sono adatti a film e foglie di spessore inferiore a 1 mm, vedere UNI EN ISO 527-3.

Materie plastiche – Riciclati di materie plastiche - Caratterizzazione dei riciclati di acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS)

La norma specifica le caratteristiche principali e i metodi di prova associati per la valutazione dei riciclati di acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS) destinati all'uso nella produzione di prodotti semilavorati e finiti. Lo scopo è quello di aiutare le parti coinvolte nell'uso di riciclati di ABS (rABS) a concordare caratteristiche per applicazioni specifiche e generiche. Il presente documento non tratta la caratterizzazione dei rifiuti di materie plastiche, che è contemplata dalla serie UNI EN 15347, né gli argomenti relativi alla tracciabilità, che sono trattati dalla serie UNI EN 15343.

Materie Plastiche - Progettazione per il riciclo di profili a base di PVC per prodotti da costruzione

La norma si applica ai profili in polivinilcloruro (PVC-U) non plastificato per la fabbricazione di finestre e porte in accordo con la serie delle UNI EN 14351 o della UNI EN 16034, per chiusure oscuranti in conformità alla norma UNI EN 13659 e ad altri profili da costruzione in conformità alla serie delle UNI EN 13245. Inoltre, la presente norma è applicabile anche ai profili utilizzati in altri prodotti in PVC-U, che possono includere materiali riciclati. La norma fornisce riferimenti e specifica i principi generali e specifici di progettazione per il riciclaggio. Il termine “profili in PVC-U” è utilizzato nella norma come riferimento ai profili da costruzione realizzati in PVC-U, PVC-UE e compositi di fibre naturali (NFC) a base di PVC-U. Per ragioni editoriali nel presente documento, il termine finestra viene utilizzato per finestra/porta. Vengono definiti i criteri per l'utilizzo dei materiali, le condizioni di processo e la riciclabilità, che vengono considerati durante il processo di progettazione. La norma definisce i principi per ottenere la massima percentuale possibile di riciclabilità della parte in PVC-U del profilo, e aumentare la percentuale di PVC-U riciclato nel profilo, nel rispetto dei requisiti del prodotto finale, ove esistenti e definiti altrove. Il presente documento stabilisce diagrammi di flusso che aiutano a valutare (i) come viene valutata la riciclabilità e (ii) se è possibile l'inclusione del rPVC-U. Il documento prende in considerazione i seguenti componenti del prodotto finale da costruzione in PVC-U: profili, rinforzi, guarnizioni, isolamenti, rivestimenti. Nella norma sono specificati solo i collegamenti tecnici del profilo con altri componenti (ad esempio vetri o ferramenta) e il loro impatto sulla riciclabilità dei profili in PVC-U. La riciclabilità degli altri componenti (ad esempio, vetri, copertura in alluminio, ferramenta) è esclusa dalla presente norma.

Materie plastiche - Riciclati di materie plastiche - Caratterizzazione dei riciclati di polietilene (PE)

La norma specifica le principali caratteristiche e i metodi di prova associati, per la valutazione dei riciclati di polietilene (PE) destinati all'uso nella produzione di prodotti semifiniti o finiti. Ha lo scopo di aiutare le parti coinvolte nell'uso dei riciclati di PE a concordare le specifiche per applicazioni particolari e generiche. Il presente documento non tratta la caratterizzazione dei rifiuti di materie plastiche, che è trattata dalla serie UNI EN 15347, né gli argomenti di tracciabilità, che sono trattati dalla UNI EN 15343.

Materie plastiche - Calorimetria differenziale a scansione (DSC) - Parte 6: Determinazione del tempo di induzione dell'ossidazione (OIT isotermico) e della temperatura di induzione dell'ossidazione (OIT dinamico)

La norma specifica i metodi per la determinazione del tempo di induzione all'ossidazione (OIT isotermico) e della temperatura di induzione all'ossidazione (OIT dinamico) di materiali polimerici mediante calorimetria a scansione differenziale (DSC). È applicabile alle resine poliolefiniche in forma completamente stabilizzata o in compound, sia come materie prime che come prodotti finiti. Può essere applicata ad altre materie plastiche.

Materiali polimerici cellulari rigidi e flessibili - Prove di invecchiamento accelerato

Errata corrige 1 del 29/07/2025 alla UNI EN ISO 2440:2024

Materie plastiche - Calorimetria differenziale a scansione (DSC) - Parte 5: Determinazione delle temperature e dei tempi caratteristici della curva di reazione, dell'entalpia di reazione e del grado di conversione

La norma specifica un metodo per la determinazione delle temperature e dei tempi di reazione, delle entalpie di reazione e dei gradi di conversione utilizzando la calorimetria differenziale a scansione (DSC) convenzionale, come specificato nella norma UNI EN ISO 11357-1. Il metodo si applica a monomeri, prepolimeri e polimeri allo stato solido o liquido. Il materiale può contenere cariche e/o iniziatori allo stato solido o liquido. La norma non è applicabile al DSC a scansione rapida come specificato nella ISO 23976

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