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Ente italiano di unificazione delle materie plastiche - Federato all'UNI
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Norme

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Materie plastiche - Determinazione della viscosità dei polimeri in soluzione diluita per mezzo di un viscosimetro a capillare - Parte 1: Principi generali

La norma definisce le condizioni generali per la determinazione della viscosità ridotta, della viscosità intrinseca e del valore K dei polimeri organici in soluzione diluita. Essa definisce i parametri di riferimento che sono da applicare alla misurazione della viscosità.
La norma può essere utilizzata per sviluppare norme per misurare la viscosità in soluzioni di vari tipi di polimeri. Può anche essere utilizzata per misurare ed individuare le viscosità dei polimeri in soluzione per cui non esistono norme di riferimento.

Materie plastiche - Determinazione del grado di disintegrazione dei materiali plastici in condizioni di compostaggio definite in una prova su scala pilota

La norma è utilizzata per determinare il grado di disintegrazione dei materiali plastici in una prova di compostaggio aerobico in scala pilota in condizioni definite. Fa parte di uno schema generale per la valutazione della compostabilità delle materie plastiche come indicato nella norma ISO 17088.
Il metodo di prova stabilito in questa norma è utilizzato anche per determinare l'influenza del materiale di prova sul processo di compostaggio e la qualità del compost ottenuto. Non può essere utilizzato per determinare la biodegradabilità aerobica di un materiale di prova.

Materie plastiche. Determinazione delle proprietà dinamico-meccaniche - Parte 3: Vibrazioni flessionali - Metodo della curva di risonanza

La norma specifica un metodo di vibrazione flessionale che si basa sulle curve di risonanza per la determinazione del modulo complesso in flessione Ef* delle materie plastiche omogenee e le proprietà di smorzamento dei laminati plastici destinati all'isolamento acustico, ad esempio sistemi costituiti da una lamiera rivestita con uno strato di plastica smorzante, o sistemi sandwich costituiti da due strati di lamiera con uno strato intermedio di plastica. Per molti scopi, è utile determinare queste proprietà in funzione della temperatura e della frequenza.

Materie plastiche cellulari rigide - Determinazione delle proprietà a compressione

La norma specifica i metodi per determinare la resistenza a compressione e la corrispondente deformazione relativa, lo sforzo a compressione al 10% della deformazione relativa e il modulo di compressione delle materie plastiche cellulari rigide.

Materie plastiche prime secondarie - Parte 17: Miscele di materie plastiche eterogenee provenienti da residui industriali e/o da materiali da post-consumo, destinate all'impiego in processi metallurgici e siderurgici - Requisiti e metodi di prova

La norma si applica alle materie prime-secondarie come definite nella UNI 10667-1, ottenute dal riciclo di materie plastiche provenienti da residui industriali e/o da materiali da post-consumo.
La norma definisce i requisiti ed i metodi di prova di miscele eterogenee da utilizzarsi da sole o in miscela con altri materiali in processi metallurgici e in processi siderurgici, per una o più delle seguenti funzioni:
a) come agente riducente e/o schiumogeno;
b) come agente protettivo degli elementi da preservare durante il processo fusorio;
c) come vettore di reagenti nelle reazioni di ossidoriduzione;
d) per la produzione delle miscele tipicamente utilizzate per l'apporto di carbonio e idrogeno al processo (per esempio coke).

Materie plastiche prime secondarie - Parte 15: Polietilentereftalato proveniente da post-consumo, scarti industriali e residui da riciclo meccanico, destinato al riciclo chimico per depolimerizzazione - Requisiti e metodi di prova

La norma si applica alle materie prime-secondarie come definite nella UNI 10667-1, ottenute dal riciclo di materie plastiche provenienti da residui industriali e/o da materiali da post-consumo.
La presente norma definisce le caratteristiche del polietilentereftalato di riciclo (R-PET) proveniente da: manufatti e semilavorati post-consumo, scarti e sfridi industriali, residui da impianti di riciclo meccanico, da destinarsi al riciclo chimico per depolimerizzazione.

Materie plastiche prime secondarie - Parte 12: Polistirene espanso proveniente da residui industriali e/o materiali da pre e/o post-consumo, destinato ad impieghi diversi - Requisiti e metodi di prova

La norma si applica alle materie prime-secondarie come definite nella UNI 10667-1, ottenute dal riciclo residui industriali e/o materiali da pre e/o post-consumo di materie plastiche a base polistirene espanso, definisce i requisiti e i metodi di prova delle miscele a base polistirene espanso denominate R PS-E C; R PS-E B, R PS-E M; R PS-E T, R PS-E G, R PS-E D, destinate ad impieghi diversi, da utilizzarsi da sole o in miscela con altri materiali.

Materie plastiche prime secondarie - Parte 10: Polistirene proveniente residui industriali e/o materiali da pre e/o post-consumo, destinato ad impieghi diversi - Requisiti e metodi di prova

La norma si applica alle materie prime-secondarie come definite nella UNI 10667-1, ottenute dal riciclo residui industriali e/o materiali da pre e/o post-consumo di materie plastiche a base stirenica, definisce i requisiti e i metodi di prova di miscele di Polistirene omopolimero “cristallo” (R PS), miscele di Polistirene antiurto (R PS-HI) e miscele di Polistirene omopolimero e antiurto (R PS-MIX), destinate ad impieghi diversi, da utilizzarsi da sole o in miscela con altri materiali.

Materie plastiche - Resine di omopolimeri e copolimeri del cloruro di vinile - Parte 2: Preparazione dei provini e determinazione delle proprietà

La norma specifica i metodi di preparazione dei provini e i metodi di prova utilizzati per determinare le proprietà delle resine di PVC. Questa norma specifica i metodi di preparazione dei campioni di prova e i metodi di prova da utilizzare per determinare le proprietà delle resine PVC. I requisiti per la movimentazione dei materiali di prova e per il condizionamento prima della prova sono qui indicati. Sono inoltre elencate le proprietà e metodi di prova idonei e necessari per caratterizzare le resine PVC.

Materie plastiche - Resine di omopolimeri e copolimeri del cloruro di vinile - Parte 1: Sistema di designazione e base per specifiche

La norma stabilisce un sistema di designazione delle resine termoplastiche a base di cloruro di vinile che può essere utilizzato come una base per specifiche.
I tipi delle materie plastiche di cloruro di vinile sono differenziati l'uno dall'altro da un sistema di classificazione basato su livelli appropriati delle proprietà di designazione:
a) viscosità ridotta;
b) densità apparente;
c) ritenzione su setaccio a maglia da 63 μm;
d) assorbimento del plastificante a temperatura ambiente (per resine generiche);
e) la viscosità e il tipo di comportamento reologico di una pasta standard (solo per resine in pasta);
e sulle informazioni sui parametri di base del polimero, sui processi di polimerizzazione e sulle applicazioni previste.
Questa norma è applicabile alle resine in polvere che sono costituite da omopolimeri del monomero cloruro di vinile e copolimeri, terpolimeri, ecc., del cloruro di vinile con uno o più altri monomeri, ma dove il cloruro di vinile è il costituente principale. Le resine possono contenere piccole quantità di sostanze non polimerizzate (ad esempio agenti emulsionanti o sospendenti, residui di catalizzatori, ecc.) e altre sostanze aggiunte durante il corso della polimerizzazione.

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