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Ente italiano di unificazione delle materie plastiche - Federato all'UNI
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Norme

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Materie plastiche - Determinazione dell'indice di rifrazione

La norma descrive due metodi di prova per la determinazione dell'indice di rifrazione delle materie plastiche più o meno trasparenti sotto forma di film o di lastre ed anche di materiale in granuli o in polvere. La norma specifica due metodi di prova per determinare l'indice di rifrazione delle materie plastiche, vale a dire: - Metodo A: un metodo rifrattometrico per misurare l'indice di rifrazione di pezzi stampati, lastre colate o estruse o film, per mezzo di un rifrattometro. È applicabile non solo a materiali isotropi trasparenti, traslucidi, colorati o opachi, ma anche a materiali anisotropi. - Metodo B: un metodo ad immersione (che sfrutta il fenomeno della linea di Becke) per determinare l'indice di rifrazione di materiali trasparenti in polvere o granulati per mezzo di un microscopio. La luce monocromatica, in generale, viene utilizzata per evitare gli effetti di dispersione

Materie plastiche - Calorimetria differenziale a scansione (DSC) - Parte 7: Determinazione della cinetica di cristallizzazione

La norma specifica due metodi (isotermico e non isotermico) per lo studio della cinetica di cristallizzazione di polimeri parzialmente cristallini con la calorimetria differenziale a scansione (DSC). La norma si applica solo ai polimeri fusi. I metodi non sono idonei se la struttura molecolare del polimero è modificata durante la prova.

Vetro tessile - Fili - Designazione

La norma specifica un sistema di designazione dei filati di vetro tessili [inclusi i filati singoli, a più capi, piegati (plied), cablati e testurizzati, fili, nastri e rovings] basato sulla loro densità lineare espressa nel sistema tex.

Sistemi di tubazioni di materia plastica - Giunzioni a bicchiere con guarnizioni di tenuta di elastomero per utilizzo con tubi in pressione di materia plastica - Metodo di prova per la tenuta con pressione negativa, con deflessione angolare e deformazione

La norma specifica un metodo di prova per la tenuta con pressione negativa, con deflessione angolare e deformazione di giunzioni assemblate con bicchieri di materia plastica o metallo con guarnizioni di tenuta di elastomero e tubi in pressione di materia plastica.

Materie plastiche - Copolimeri termoplastici etilene/acetato di vinile (EVAC) - Determinazione dell'acetato di vinile

La norma specifica due categorie di metodi per la determinazione dell'acetato di vinile (VAC) contenuto nel copolimero etilene/acetato di vinile (EVAC), per l'uso nella designazione di tali copolimeri secondo ISO 21301-1. Una categoria è indicata come "metodi di riferimento", l'altra come "metodi di prova". I "metodi di riferimento" sono utilizzati per calibrare il metodo utilizzato per la determinazione del contenuto di acetato di vinile nei copolimeri etilene/acetato di vinile. I "metodi di prova" sono altri metodi che possono essere utilizzati per la determinazione se sono calibrati utilizzando uno dei metodi di riferimento descritti al punto 4, a condizione che mostrino una certa ripetibilità ammissibile.

Sistemi di tubazioni di materia plastica - Giunzioni meccaniche tra raccordi e tubi in pressione - Metodo di prova per la resistenza allo sfilamento con forza longitudinale costante

La norma specifica un metodo per verificare la capacità delle giunzioni uniassiali tra raccordi e tubi in pressione di materia plastica, di resistere a sforzi longitudinali di trazione. La prova è applicabile a prescindere dalla progettazione e dal materiale del raccordo utilizzato per la giunzione con il tubo di materia plastica. Il metodo di prova non è applicabile alle giunzioni saldate per fusione.

Materie plastiche - Impronta climatica (carbon footprint) e ambientale di materie plastiche a base biologica - Parte 2: Impronta climatica (carbon footprint) del materiale, quantità (massa) di CO2 rimossa dall'aria e incorporata nella molecola del polimer

La norma definisce l'impronta climatica (carbon footprint) del materiale come la quantità (massa) di CO2 rimossa dall'aria e incorporata nella materia plastica, e specifica un metodo di determinazione per quantificarla. Questo documento è applicabile ai prodotti in plastica, ai materiali plastici e alle resine polimeriche che sono parzialmente o interamente basati su costituenti di origine biologica.

Sistemi di tubazioni di materia plastica per adduzione d'acqua e per fognature e scarichi e per irrigazione, interrati e fuori terra in pressione - Policloruro di vinile orientato non plastificato (PVC-O) - Parte 3: Raccordi

La norma specifica le caratteristiche dei raccordi a parete solida di policloruro di vinile orientato non plastificato (PVC-O) per i sistemi di tubazioni per adduzione d'acqua, per fognature e scarichi, per acque reflue trattate e per irrigazione, interrati in pressione o fuori terra protetti dalla luce solare diretta. Lo scopo di questa specifica è limitato ai doppi bicchieri, ai manicotti di riparazione, agli aumenti e alle curve senza trasmissione di carico di estremità. Sono specificati i parametri per i metodi di prova di riferimento. In combinazione con la UNI EN 17176-1 e la UNI EN 17176-5, questa specifica è applicabile ai raccordi in PVC-O per il seguente impiego: a) reti idriche e linee di servizio; b) trasporto di acqua per gli edifici sia all'interno che all'esterno; c) drenaggio, fognatura e acque reflue trattate in pressione; d) irrigazione in pressione. La specifica si applica ai sistemi di tubazioni per la fornitura di acqua con una massima pressione operativa consentita (PFA) fino a e incluso 25 bar. Il sistema di tubazioni in accordo a questa norma, è per il trasporto di acqua fredda fino a e incluso 45 °C, in particolare per quelle applicazioni in cui sono richiesti requisiti prestazionali speciali, come i carichi dovuti all'urto e le fluttuazioni di pressione. Questa specifica dà una gamma di dimensioni per i raccordi e le classi di pressione e fornisce un requisito e raccomandazioni sui colori.

Materie plastiche - Determinazione del comportamento a fusione (temperatura di fusione o intervallo di fusione) di polimeri semicristallini per mezzo di un tubo capillare e di metodi con il microscopio polarizzatore

La norma descrive due metodi per determinare il punto di fusione dei polimeri semi-cristallini. a) Metodo A: tubo capillare Il metodo si basa sui cambiamenti di forma del polimero. È applicabile a tutti i polimeri semicristallini e ai loro composti (compound). Il metodo A può essere utile anche per la valutazione del rammollimento dei solidi non cristallini. b) Metodo B: microscopio polarizzatore Il metodo si basa sulle variazioni delle proprietà ottiche del polimero. È applicabile ai polimeri che contengono una fase cristallina birifrangente. Potrebbe non essere adatto a composti (compound) di materie plastiche contenenti pigmenti e/o altri additivi che possono interferire con la birifrangenza della zona cristallina del polimero. Un altro metodo applicabile ai polimeri semicristallini è descritto nella UNI EN ISO 11357-3.

Sistemi di tubazioni di materia plastica utilizzati per il rinnovamento delle condotte - Classificazione e quadro generale delle attività strategiche, tattiche e operative

La norma definisce le fasi dell'intero processo di rinnovamento delle condotte, che comprende: - informazioni sulle attività strategiche e tattiche: a) indagine e valutazione delle condizioni della condotta esistente; b) pianificazione della riabilitazione della condotta. - informazioni e requisiti per le attività operative: c) specifiche tecniche del progetto; d) applicazioni delle diverse tecniche; e) documentazione del processo di progettazione e applicazione. Vengono fornite le definizioni e la classificazione delle famiglie di tecniche di rinnovamento e di sostituzione senza scavo, e le descrizioni delle rispettive caratteristiche. Le aree di applicazione definite includono reti interrate di scarico, fognarie e le reti di acqua e gas. I seguenti aspetti non sono definiti dallo scopo di questo norma: - nuove costruzioni fornite come estensioni della rete; - metodi di calcolo per determinare le caratteristiche del rivestimento o del materiale del tubo sostitutivo necessario per garantire le prestazioni desiderate della conduttura rinnovata, per ogni tecnica attuabile; - tecniche che prevedono rivestimenti non strutturali per condotte in pressione; - tecniche di riparazione locale. È responsabilità del progettista scegliere e progettare il rinnovamento o la sostituzione senza scavo del sistema di tubazioni.

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