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Ente italiano di unificazione delle materie plastiche - Federato all'UNI
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Norme

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Materie plastiche - Polipropilene e copolimeri del propilene - Determinazione della stabilità all'ossidazione a caldo in aria - Metodo della stufa

La norma specifica un metodo per la determinazione della resistenza di provini stampati in polipropilene e copolimeri del polipropilene, all'invecchiamento accelerato da parte del calore in presenza di aria mediante una stufa a tiraggio forzato.
Il metodo rappresenta un tentativo di stimare la durata di servizio delle parti fabbricate in materia plastica di polipropilene.
La stabilità determinata da questo metodo non è direttamente correlata all'idoneità del materiale per l'uso quando prevalgono diverse condizioni ambientali.

Materie plastiche - Lastre di policarbonato - Tipi, dimensioni e caratteristiche

La norma specifica i requisiti per lastre solide e piane di policarbonato (PC) per applicazioni generali. Si applica specificamente alle lastre di poli (p, p′-isopropilidene-difenil carbonato). Le lastre possono essere colorate o incolori e possono essere trasparenti, traslucide o opache. Sono prese in considerazione anche le lastre che hanno uno speciale strato resistente alle intemperie su una o entrambe le superficie.
La norma si applica solo a spessori uguali o maggiori di 1,5 mm.

Prove non distruttive di giunti saldati di prodotti semifiniti di materiale termoplastico - Parte 2: Controllo radiografico a raggi -X

La norma specifica le tecniche radiografiche fondamentali con film, che consentono risultati ripetibili ottenibili in modo economico. La norma si applica ad esami radiografici a raggi-X di giunzioni di materiali plastici ottenute con attrezzature riscaldate, per elettrofusione, per estrusione e gas caldo. Si applica alle giunzioni per tubi a parete singola e a lastre con un intervallo di spessore da 5 mm a 100 mm ed inoltre a tubi contenenti aria ed altri gas al momento del controllo con i raggi-X. La norma non specifica indicazioni per i livelli di accettazione.

Imballaggi di materiale plastico da post-consumo selezionati in frazioni omogenee - Verifica della conformità dei lotti alle specifiche di omogeneità - Parte 1: Contenitori di polietilentereftalato (PET)

La norma stabilisce un metodo di campionamento e verifica di conformità ad una data specifica di omogeneità, di un lotto di contenitori rigidi da post-consumo di polietilentereftalato destinato alla produzione di materie plastiche di riciclo derivante da operazioni di selezione.
Inoltre la norma descrive le modalità operative per la quantificazione dei contenitori rigidi di polietilentereftalato, originariamente non destinati ad uso alimentare (PET NON FOOD), di un determinato lotto di contenitori rigidi di polietilentereftalato per la produzione di materie plastiche di riciclo destinate a venire a contatto con le sostanze alimentari, in impianti autorizzati allo scopo.

Imballaggi di materiale plastico da post-consumo selezionati in frazioni omogenee - Verifica della conformità dei lotti alle specifiche di omogeneità - Parte 2: Contenitori di polietilene (PE)

La norma stabilisce un metodo di campionamento e verifica di conformità ad una data specifica di omogeneità di un lotto di contenitori rigidi da post-consumo di polietilene, destinato alla produzione di materie plastiche di riciclo, derivante da operazioni di selezione.

Materie plastiche - Determinazione delle proprietà dinamico-meccaniche - Parte 2: Metodo del pendolo a torsione

La norma specifica due metodi (A e B) per la determinazione delle proprietà dinamico-meccaniche lineari delle materie plastiche come le componenti di conservazione e perdita del modulo a torsione in funzione della temperatura nel campo delle piccole deformazioni nella gamma di frequenze da 0,1 Hz a 10 hz.
La dipendenza dalla temperatura di queste proprietà, misurate in un intervallo sufficientemente ampio di temperature (ad esempio da -50 °C a +150 °C per la maggior parte delle materie plastiche disponibili commercialmente), fornisce informazioni sulle regioni di transizione del polimero (ad esempio la transizione vetrosa e la fusione); fornisce inoltre informazioni sull'inizio della fluidità plastica.
I due metodi descritti non sono applicabili ai laminati non simmetrici (vedere UNI EN ISO ISO 6721-3) e non sono adatti per prove sulle gomme.

Materie plastiche - Determinazione delle proprietà dinamico-meccaniche - Parte 1: Principi generali

Le varie parti della UNI EN ISO 6721 specificano i metodi per la determinazione delle proprietà dinamico-meccaniche delle materie plastiche rigide all'interno della regione del comportamento viscoelastico lineare. Questa norma specifica le definizioni e descrive i principi generali, inclusi tutti gli aspetti comuni ai singoli metodi di prova descritti nelle parti successive. Diverse modalità di deformazione possono produrre risultati che non sono direttamente comparabili. Ad esempio, la vibrazione a trazione provoca una sollecitazione uniforme su tutto lo spessore del campione, mentre le misurazioni della flessione sono influenzate preferibilmente dalle proprietà delle regioni superficiali del campione.
I valori derivati dai dati delle prove di flessione saranno paragonabili a quelli derivati dai dati delle prove di trazione solo a livelli di deformazione in cui la relazione sforzo-deformazione è lineare e per i campioni che hanno una struttura omogenea.

Materie plastiche - Poliammidi - Determinazione dell'indice di viscosità

La norma specifica un metodo per la determinazione dell’ indice di viscosità delle soluzioni diluite di poliammidi in determinati solventi specificati. Il metodo è applicabile alle poliammidi designate PA 46, PA 6, PA 66, PA 69, PA 610, PA 612, PA 11, PA 12, PA 6T / 66, PA 6I / 6T, PA 6T / 6I / 66, PA 6T / 6I, PA 6I / 6T / 66 e PA MXD6 come definito nella norma UNI EN ISO 16396-1, nonché a copoliammidi, composti di poliammidi e altre poliammidi solubili in uno dei solventi specificati nelle condizioni specificate.
Il metodo non è applicabile alle poliammidi prodotte mediante polimerizzazione anionica di lattamici o prodotti con agenti reticolanti; tali poliammidi sono normalmente insolubili nei solventi specificati.
L’indice di viscosità è determinato dalla procedura generale specificata nella UNI EN ISO 1628-1, osservando le condizioni particolari specificate in questo documento.

Materie plastiche - Determinazione della stabilità termica del policloruro di vinile, omopolimeri e copolimeri correlati contenenti cloro e loro composti (compound) - Metodo della variazione di colore

La norma specifica due metodi per la determinazione della stabilità termica di prodotti e composti a base di omopolimeri e copolimeri di cloruro di vinile (indicati semplicemente come PVC nel testo seguente) in base all'entità della variazione di colore che si verifica quando sono esposti, in forma di lastra, a temperature elevate. I due metodi sono:
- metodo A: metodo a bagno d'olio;
- metodo B: metodo della stufa.
Questi metodi sono applicabili in particolare alla determinazione della resistenza del PVC alla degradazione dovuta al calore, come valutato dalla variazione di colore dopo diversi periodi di riscaldamento in condizioni normalizzate. I risultati sono solo comparativi e possono essere insoddisfacenti quando vengono provati materiali in PVC colorato. I tempi di stabilità indicati dai due metodi potrebbero non essere simili e non possono essere utilizzati a fini di confronto diretto.

Materie plastiche - Materiali a base di polibutene-1 (PB-1) per stampaggio ed estrusione - Parte 2: Preparazione dei provini e determinazione delle proprietà

La norma specifica i metodi di preparazione dei provini ed i metodi di prova da utilizzare per determinare le proprietà dei materiali di polibutene-1 (PB-1) per stampaggio ed estrusione e per la loro caratterizzazione. Per semplicità, in questa norma vengono utilizzati la designazione polibutene-1 e l'abbreviazione PB.
Nella norma sono dati i requisiti per la movimentazione dei materiali di prova e per il condizionamento sia per il materiale di prova prima dello stampaggio e sia dei campioni prima della prova.
Sono date anche le procedure e le condizioni per la preparazione di provini e le procedure per misurare le proprietà dei materiali di cui sono fatti questi campioni. Sono elencate le proprietà e i metodi di prova che sono adatti e necessari per caratterizzare i materiali di PB-1 per stampaggio ed estrusione.
Le proprietà sono state selezionate dai metodi di prova generali nella UNI EN ISO 10350-1. Altri metodi di prova di largo uso per o di particolare importanza per questi materiali per stampaggio ed estrusione, sono inclusi anche in questa norma, come lo sono le proprietà per la designazione specificate nella UNI EN ISO 21302-1.
Al fine di ottenere risultati riproducibili e confrontabili, è necessario utilizzare i metodi di preparazione e di condizionamento, le dimensioni dei campioni e le procedure di prova qui specificati.
I valori determinati non saranno necessariamente identici a quelli ottenuti utilizzando campioni di dimensioni diverse o preparati con procedure diverse.

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