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Ente italiano di unificazione delle materie plastiche - Federato all'UNI
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Norme

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Materie plastiche - Materiali di acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS) per stampaggio ed estrusione - Parte 1: Sistema di designazione e base per specifiche

La norma stabilisce un sistema di designazione per materiali di acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS) per stampaggio ed estrusione, che può essere utilizzato come base per le specifiche.
I tipi di materie plastiche ABS si differenziano tra di loro mediante un sistema di classificazione basato su livelli appropriati delle proprietà di designazione:
a) temperatura di rammollimento Vicat;
b) indice di fluidità in massa;
c) resistenza all'urto Charpy con intaglio;
a) modulo di elasticità a trazione;
e sulle informazioni riguardanti la composizione, l'applicazione prevista e/o il metodo di processo, le proprietà importanti, gli additivi, i coloranti, le cariche e i materiali di rinforzo.
La norma è applicabile a tutti i materiali di acrilonitrile-butadiene-stirene costituiti da una fase continua basata principalmente su copolimeri di stirene (e/o alchil-sostituito stirene) e acrilonitrile e una fase elastomerica dispersa basata principalmente su polibutadiene, più altri componenti, nelle quantità specificate nel testo.
La norma si applica ai materiali ABS pronti per l'utilizzo normale sotto forma di polvere, granuli, pellet o chip non modificati o modificati da coloranti, additivi, cariche, ecc.
 

Materie plastiche - Poliuretani termoplastici per stampaggio ed estrusione - Parte 1: Sistema di designazione e base per specifiche

La norma stabilisce un sistema di designazione per gli elastomeri poliuretanici termoplastici, che si basa sulle UNI EN ISO 1043 (tutte le parti) e sulla UNI EN ISO 11469.
Il sistema di designazione può essere utilizzato come base per le specifiche.
Il sistema di designazione è applicabile a tutti gli elastomeri poliuretanici termoplastici. Essa si applica ai materiali pronti per l'uso normale in forma di polvere, granuli o pellets, non modificati o modificati da coloranti, cariche o altri additivi, ecc.
 

Vetro tessile - Fili - Designazione

La norma specifica un sistema di designazione dei fili di vetro tessile [fili semplici, assemblati, ritorti e cablati, testurizzati, fili di base, nastri e filati accoppiati in parallelo senza torsione (roving)] basato sulla loro densità lineare espressa nel sistema tex.

Materie plastiche - Metodo per stimare il riscaldamento di superfici piane per irraggiamento solare simulato

La norma specifica un metodo per stimare l'aumento della temperatura di una superficie piana polimerica, causato dal suo assorbimento di energia solare radiante rispetto alla temperatura ambiente.
A tal fine, un provino e le piastre di riferimento in bianco e nero sono esposte alla radiazione solare simulata in condizioni specificate (radiazione solare simulata, temperatura dell'aria ambiente, flusso di convezione). Per provini opachi, un elemento elettrico termosensibile disposto sulla parte posteriore o un pirometro è utilizzato per misurare la temperatura superficiale. Un pirometro è utilizzato per misurare la temperatura superficiale dei provini traslucidi.
 

Materie plastiche - Determinazione della chiarezza dell'immagine (grado di nitidezza dell'immagine riflessa o trasmessa)

La norma specifica un metodo strumentale per la determinazione della chiarezza dell'immagine su provini di materie plastiche misurando la riflessione dalla superficie del provino o la trasmissione attraverso il provino.
Il metodo può essere applicato solo ad una superficie piana.

Materie plastiche - Film e foglie - Determinazione della resistenza alla lacerazione - Parte 1: Metodo con provino a pantalone

La norma specifica un metodo per la determinazione della resistenza alla lacerazione dei film di materia plastica o delle foglie con spessore minore di 1 mm, in forma di provini a pantalone, sottoposti a prova in condizioni definite di pre-trattamento, temperatura, umidità e velocità di prova.
Il metodo è applicabile a film e foglie di materiale sia flessibile sia rigido a condizione che il materiale non sia così rigido che la frattura fragile avvenga durante la prova, o sia così deformabile in modo irreversibile, che l'energia richiesta per la deformazione delle gambe del provino sia significativa (cioè non trascurabile) rispetto all'energia richiesta per la lacerazione.
Il metodo può non essere adatto per la determinazione delle proprietà di lacerazione di foglie e film cellulari.
 

Materie plastiche prime-secondarie - Parte 14: Miscele di materiali polimerici di riciclo e di altri materiali a base cellulosica di riciclo da utilizzarsi come aggregati nelle malte cementizie, nei bitumi e negli asfalti - Requisiti e metodi di prova

La norma definisce i requisiti ed i metodi di prova di miscele di materiali polimerici post-consumo provenienti dalla raccolta differenziata e da rifiuti industriali pre-consumo in presenza di altri materiali a base cellulosica e di gomma che, opportunamente trattate al fine di ottenere le caratteristiche indicate nella presente norma, sono utilizzate in miscela con malte cementizie e conglomerati bituminosi.
Queste miscele vengono utilizzate in edilizia per esempio con cemento per ottenere massetti e pannelli per livellamenti o per riempimenti ed isolamenti termo-acustici, e con bitume, per esempio per ottenere asfalti per pavimentazioni stradali.
 

Materie plastiche - Saldatura di materiali termoplastici - Specifiche delle procedure di saldatura

La specifica tecnica fornisce una guida per il contenuto minimo delle specifiche delle procedure di saldatura per i seguenti processi di saldatura:
- saldatura a gas caldo: con ugello circolare, con ugello ad alta velocità, a cuneo riscaldato;
- saldatura ad estrusione;
- saldatura con elemento caldo: testa a testa, bicchiere, a cuneo riscaldato;
- saldatura chimica (incollaggio): bicchiere;
- saldatura ad elettrofusione: bicchiere, sella.
La specifica tecnica si applica alla saldatura dei seguenti prodotti e prodotti semilavorati di materiali termoplastici:
- lastre;
- tubo;
- raccordi;
- membrane di rivestimento.
 

Materie plastiche prime-secondarie - Parte 17: Miscele di materie plastiche eterogenee provenienti da residui industriali e/o da materiali da post-consumo destinate a processi di riduzione in impianti siderurgici - Requisiti e metodi di prova

La norma si applica alle materie prime-secondarie ottenute dal riciclo di materie plastiche provenienti da residui industriali e/o da materiali da post-consumo. Essa definisce i requisiti ed i metodi di prova di miscele eterogenee da utilizzarsi da sole o in miscela con altri materiali, come agenti riducenti in processi

Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non in pressione - Polipropilene (PP) - Parte 2: Guida per la valutazione di conformità

La specifica tecnica fornisce una guida per la valutazione della conformità di materiali, prodotti, giunzioni ed assiemi, in conformità con la/le parte/i applicabile/i della EN 1852 destinata ad essere inclusa nel piano di qualità del fabbricante, come parte del sistema di gestione per la qualità e per la istituzione di procedure di certificazione.
Insieme alla EN 1852-1 questo documento è applicabile ai sistemi di tubazioni a parete solida di polipropilene (PP) destinati all'utilizzo per:
- scarichi e fognature interrati non in pressione all'esterno della struttura degli edifici (codice dell'area di applicazione "U"), e
- scarichi e fognature interrati non in pressione sia all'interno della struttura degli edifici (codice dell'area di applicazione "D") sia all'esterno della struttura degli edifici.
Ciò si traduce nella marcatura di prodotti con "U" e "UD".
 

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