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Ente italiano di unificazione delle materie plastiche - Federato all'UNI
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Norme

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Titolo : Materie plastiche - Simboli ed abbreviazioni - Parte 3: Plastificanti

La norma fornisce simboli uniformi per i componenti dei termini relativi ai plastificanti per la formazione dei termini abbreviati. Essa comprende, in generale, solo quei termini abbreviati che sono divenuti in uso stabilito.
Lo scopo di questa norma è di impedire il verificarsi che si abbia più di un termine abbreviato per un dato plastificante. I simboli sono principalmente destinati a essere una conveniente scorciatoia per la formazione di termini abbreviati per i nomi di origine chimica nelle pubblicazioni e in altri scritti.

Materie plastiche - Determinazione del contenuto d'acqua

 La norma specifica i metodi per la determinazione del contenuto d'acqua di materie plastiche in forma di polvere, granuli e articoli finiti. Questi metodi non misurano l'assorbimento d'acqua (in modo cinetico e all'equilibrio) delle materie plastiche come è misurato dalla UNI EN ISO 62.
Il Metodo A è adatto per la determinazione di un contenuto di acqua maggiore di 0,1% con un'accuratezza di 0,1%.
Il Metodo B e il Metodo C sono adatti per la determinazione di un contenuto di acqua maggiore di 0,01% con un'accuratezza di 0,01%.
Il contenuto di acqua è un parametro di importanza per la lavorazione di materiali e deve rimanere al di sotto del livello previsto dalla norma appropriata al materiale.
Quattro metodi alternativi sono specificati nella presente norma.
- Metodo A: è un metodo con estrazione con metanolo anidro seguita da una titolazione Karl Fischer dell'acqua estratta.
- Metodo B1: è un metodo per vaporizzazione che impiega un forno a tubo.
- Metodo B2: è un metodo di vaporizzazione che utilizza una fiala del campione riscaldato.
- Metodo C: è un metodo manometrico. Il contenuto di acqua è determinato dall'aumento della pressione, che si ha quando l'acqua è evaporata sottovuoto.

Materie plastiche - Calorimetria differenziale a scansione (DSC) - Parte 1: Principi generali

La norma specifica vari metodi di calorimetria differenziale a scansione (DSC) per l'analisi termica dei polimeri e delle miscele di polimeri, quali:
- i termoplastici (polimeri, compound per stampaggio e di altri materiali per stampaggio, con o senza cariche, fibre o rinforzi),
- i termoindurenti (materiali non polimerizzati o polimerizzati, con o senza cariche, fibre o rinforzi), e
- gli elastomeri (con o senza cariche, fibre o rinforzi).
La norma è destinata per l'osservazione e la misura delle varie proprietà e ai fenomeni associati con i suddetti materiali, come ad esempio:
- le transizioni fisiche (transizione vetrosa, transizioni di fase come fusione e cristallizzazione, transizioni polimorfiche, ecc.) ,
- le reazioni chimiche (polimerizzazione, reticolazione e polimerizzazione di elastomeri e termoindurenti, ecc.),
- la stabilità all'ossidazione, e
- la capacità termica.
Questa norma specifica un numero di aspetti generali della calorimetria differenziale a scansione, come il principio e l'apparecchiatura, il campionamento, la taratura e gli aspetti generali della procedura e della relazione di prova comuni a tutte le successive norme per le corrispondenti parti.

Materie plastiche - Identificazione generica e marcatura di prodotti di materie plastiche

 Questa norma definisce un sistema uniforme di marcatura dei prodotti che sono stati fabbricati a partire da materie plastiche. Disposizioni per il processo o i processi da utilizzare per la marcatura sono al di fuori del campo di applicazione della presente norma.
Dettagli precisi per la marcatura, ad esempio la dimensione minima della pezzo da marcare, la dimensione dei caratteri, la posizione appropriata della marcatura, sono oggetto di accordo tra il fabbricante e l'utilizzatore.
Il sistema di marcatura ha lo scopo di aiutare a identificare i prodotti di materia plastica per le ulteriori decisioni riguardo alla loro movimentazione, il recupero o lo smaltimento dei rifiuti.
Una generica identificazione delle materie plastiche è fornita dai simboli e dai termini indicati nelle norme UNI EN ISO 1043-1, UNI EN ISO 1043-2, UNI EN ISO 1043-3 e UNI EN ISO 1043-4.
Se sono necessarie informazioni più dettagliate per l'identificazione dei materiali, la marcatura supplementare dei prodotti di materia plastica può essere applicata come definito nella norma di prodotto appropriata.
La presente norma non è destinata a soppiantare, sostituire o in alcun modo interferire con i requisiti per l'etichettatura specificati nelle norme di prodotto o nella legislazione.

Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non in pressione - Polipropilene con cariche minerali (PP- MD) - Parte 2: Guida per la valutazione della conformità

 La specifica tecnica fornisce una guida per la valutazione della conformità di materiali, prodotti, giunzioni ed assiemi, in conformità con la/le parte/i applicabile/i della EN 14758 destinata(e) ad essere inclusa(e) nel piano di qualità del fabbricante, come parte del sistema di gestione per la qualità e per la istituzione di procedure di certificazione.
Insieme alla EN 14758-1 questo documento è applicabile ai sistemi di tubazioni a parete solida di polipropilene con cariche minerali (PP-MD) destinati all'utilizzo per:
- scarichi e fognature interrati non in pressione all'esterno della struttura degli edifici (codice dell'area di applicazione "U"), e
- scarichi e fognature interrati non in pressione sia all'interno della struttura degli edifici (codice dell'area di applicazione "D") sia all'esterno della struttura degli edifici.
Ciò si traduce nella marcatura di prodotti con "U" e "UD".

Sistemi di tubazioni di materia plastica per scarichi e fognature interrati non in pressione - Policloruro di vinile non plastificato (PVC-U), polipropilene (PP) e polietilene (PE) - Parte 2: Specifiche per i pozzetti di ispezione accessibili al personale

          La norma specifica le definizioni ed i requisiti per i pozzetti di ispezione interrati accessibile al personale e le camere di ispezione, installati nei sistemi di tubazioni di materia plastica per scarichi e fognature ad una profondità massima di 6 m dal livello del suolo al fondo della camera principale e fabbricati con policloruro di vinile non plastificato (PVC-U), polipropilene (PP), con polipropilene con cariche minerali (PP-MD) o polietilene (PE). Questi prodotti sono destinati ad essere utilizzati in zone pedonali o di traffico veicoli e per installazioni interrate in conformità ai requisiti generali della UNI EN 476 e sono utilizzati all'esterno della struttura degli edifici (codice dell'area di applicazione "U"). Essi sono quindi marcati con una "U". Tali prodotti soddisfano i requisiti della UNI EN 13598-1 per le applicazioni di area U senza la necessità di ulteriori prove. Questi pozzetti di ispezione accessibili al personale e le camere di ispezione possono essere anche utilizzate per i sistemi per acque piovane.
La norma è applicabile a quei componenti dei pozzetti di ispezione accessibili/camere di ispezione (base, montante, parte del cono telescopico e altri componenti vicino alla superficie) in cui il fabbricante ha chiaramente indicato nella documentazione come i componenti devono essere assemblati per creare un pozzetto di ispezione accessibile completo o una camera di ispezione.
La norma riguarda solo i pozzetti di ispezione accessibili e le camere di ispezione con basi con un profilo di flusso con o senza canali in pendenza. Inoltre riguarda la giunzione del componente al sistema di condutture.
I componenti di coronamento e chiusura devono, se non diversamente specificato, essere conformi alle UNI EN 124-1, UNI EN 124-2, UNI EN 124-3, UNI EN 124-4, UNI EN 124-5 e UNI EN 124-6 o UNI EN 1253- 4.

Materie plastiche cellulari rigide - Determinazione della percentuale in volume delle celle aperte e chiuse

La norma definisce un procedimento generale per la determinazione della percentuale in volume delle celle aperte e chiuse di materie plastiche cellulari rigide attraverso la misura del volume geometrico e del volume impermeabile all'aria dei provini.
Il procedimento comprende la correzione del volume apparente delle celle aperte tenendo conto delle celle superficiali aperte per taglio durante la preparazione del campione. Per la misura del volume impenetrabile sono specificati tre metodi alternativi (metodo 1, metodo 2a e metodo 2b) e l'apparecchiatura corrispondente

Sistemi di tubazioni multistrato metallo-plastici e raccordi per il trasporto di combustibili gassosi per impianti interni

La presente norma specifica le caratteristiche delle tubazioni multistrato e dei raccordi idonei alla realizzazione di impianti interni per il trasporto di combustibili gassosi della I, II e III famiglia secondo la UNI EN 437, alimentati da reti di distribuzione, con pressione massima di esercizio di 0,5 bar e temperatura di esercizio da –20 °C a 70 °C.

Materie plastiche - Metodi di esposizione a sorgenti di luce di laboratorio - Parte1: Guida generale

La norma fornisce informazioni e una guida generale per la scelta e l'applicazione dei metodi di esposizione descritti in dettaglio nelle successive parti. Descrive inoltre i requisiti generali di prestazione per i dispositivi utilizzati per esporre le materie plastiche alle sorgenti di luce di laboratorio. Le informazioni sui requisiti di prestazione sono destinate ai fabbricanti dei dispositivi di esposizione artificiale agli agenti atmosferici o dei dispositivi di irraggiamento artificiale accelerato.
In questa norma, il termine "sorgente di luce" si riferisce a sorgenti di radiazioni che emettono radiazione UV, radiazione visibile, raggi infrarossi o qualsiasi combinazione di questi tipi di radiazione.
Questa norma fornisce anche informazioni sulla interpretazione dei dati da invecchiamento accelerato artificiale o da esposizioni per irraggiamento artificiale accelerato. Informazioni più specifiche sulle modalità di determinazione del cambiamento nelle proprietà delle materie plastiche dopo esposizione e il rapporto di questi risultati sono date nella ISO 4582.

Materie plastiche - Verifica delle macchine per prove d'urto con pendolo - Prove d'urto Charpy, Izod e urto-trazione

Errata corrige 1 del 14/06/2016 alla UNI EN ISO 13802:2015 

La norma specifica la frequenza e i metodi per la verifica delle macchine per prove d'urto con pendolo utilizzate per le prove d'urto Charpy, Izod e urto-trazione descritte rispettivamente nelle UNI EN ISO 179-1, UNI EN ISO 180 ed UNI EN ISO 8256. La verifica delle macchine per prove d'urto strumentate è trattata nella misura in cui le proprietà geometriche e fisiche delle macchine strumentate sono identiche a quelle delle macchine non strumentate. La verifica di forza/lavoro delle macchine strumentate non è trattata dalla norma.

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